Per dare voce a Dante e farsi tramite di un colloquio intimo con il lettore-spettatore

Per dare voce a Dante e farsi tramite di un colloquio intimo con il lettore-spettatore, Alessandro Anderloni ha scelto nove canti della Divina Commedia, tre per ciascuna cantica, e li restituisce senza tagli, rielaborazioni o chiose, confidando in quello che Thomas Eliot definiva lo«shock d’intensità poetica». La scena diventa uno spazio interiore, dove prende forma una visione fisica e sonora. La danza di Silvia Bertoncelli e Stefano Roveda suggerisce il viaggio dantesco del discendere all’inferno, arrampicarsi per il purgatorio e involarsi in paradiso. Nel farsi parola e gesto, i tre interpreti evocano in sintesi l’architettura generale del più grande poema scritto da un uomo.

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