a cura di Alfredo Cottignoli

Dante nel Risorgimento italiano
a cura di Alfredo Cottignoli
Biblioteca Classense – Sala Muratori- Via Baccarini 5
Sabato 29 ottobre 2011- ore 17.30
«La prima prosa severa che vanti la lingua illustre italiana».
Il Convivio di Dante negli ultimi anni di Vincenzo Monti
Conferenza di ANGELO COLOMBO
Nel periodo che chiude la sua esistenza, Vincenzo Monti, benché afflitto da ripetute sventure politiche e private, non mancò di misurarsi intensamente con l’autorità linguistico-letteraria di Dante, che era tornato a imporsi, dopo l’effimera stagione censoria delle Virgiliane, come esempio insuperato di poesia morale e civile per l’Italia moderna, fra la rivoluzione francese e la conseguente Restaurazione continentale. L’interesse del Monti si concentrò, tra la fine degli anni Dieci e gli inizi degli anni Venti, sull’opera più ardua, il Convivio, che circolava allora nel testo stabilito, con numerose ed estese corruttele, dal cruscante Antonio Maria Biscioni (1723). Il Monti giunse a pubblicarne nel 1826 una nuova e fortunata edizione integrale, reputando quel trattato di Dante l’autentico modello di una prosa moderna per la futura nazione, sodale in quest’avventura di risarcimento sistematico della lettera e del senso in un Convivio ancora in larga parte oscuro o malinteso fu l’amico marchese Gian Giacomo Trivulzio, di Milano: collezionista, erudito e bibliofilo, cospiratore nella fallita rivoluzione antiaustriaca del marzo 1821 consacrata dai versi della celebre ode di Alessandro Manzoni.

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