Prof. Giuseppe Ledda, Università di Bologna

Giuseppe Ledda

I SEGNI DEL PARADISO

Basilica di S. Pietro Maggiore
26 agosto 2010 (ore 21.00)

I temi
La terza cantica del poema dantesco e l’esperienza del «beato regno» che in essa viene rappresentata hanno uno statuto del tutto speciale, solo apparentemente simile a quanto sperimentato precedentemente dal personaggio e raccontato dal poeta nelle prime due cantiche. Per questo, fin dal primo cielo, quello della Luna, si rende necessario svelare il segreto strutturale che giustifica l’esperienza paradisiaca di Dante e tutta la poesia della terza cantica. Se nelle prime due cantiche il principio regolatore è di ordine morale, qui è invece di ordine ontologico e gnoseologico e riguarda le modalità stesse dell’esistenza del paradiso e la possibilità della sua conoscenza da parte di un uomo vivente. Così, nei primi canti del Paradiso, il poeta offre preliminarmente al lettore, attraverso i dubbi del protagonista, le spiegazioni fondamentali sui fenomeni che caratterizzeranno l’ascesa di Dante personaggio al Paradiso e la rappresentazione poetica di questa esperienza: una serie di istruzioni di viaggio, per aiutare noi lettori, posti «in piccioletta barca», a non rimanere smarriti, «seguendo il legno che cantando varca», nel navigare la cantica paradisiaca che solca vertiginosamente «un’acqua […] che già mai non si corse». (Saranno oggetto di particolari approfondimenti e analisi brani tratti dai seguenti canti: Par. I, II, III, IV, XXX, XXXIII).

Bibliografia di riferimento
M. ARIANI, Introduzione al ‘Paradiso’, in «Rivista di studi danteschi», VIII (2008), pp. 3-41, T. BAROLINI, La ‘Commedia’ senza Dio. Dante e la creazione di una realtà virtuale, Milano, Feltrinelli, 2003 (il capitolo 8. I problemi del ‘Paradiso’: mimesi del tempo e paradosso del più e meno, pp. 232-68), P. DRONKE, La ‘Commedia’ e le modalità di lettura medievali, in ID., Dante e le tradizioni latine medievali (1986), trad. it., Bologna, Il Mulino, 1990, pp. 17-64, J. FRECCERO, Introduzione al ‘Paradiso’, in ID., Dante. La poetica della conversione, trad. it., Bologna, Il Mulino, 1989, pp. 277-88, Lectura Dantis Turicensis, a cura di G. GÜNTERT e M. PICONE, vol. III. Paradiso, Firenze, Cesati, 2002, G. LEDDA, La guerra della lingua. Ineffabilità, retorica e narrativa nella ‘Commedia’ di Dante, Longo Editore, Ravenna, 2002 (i capitoli IX. Visione, memoria e scrittura nel ‘Paradiso’, e X. L’ineffabilità della ‘visio Dei’ e lo scacco del ‘geomètra’, pp. 243-319), L. PERTILE, Canto IV, in «Lectura Dantis», 16-17 (1995), pp. 46-67.

Curriculum vitae di Giuseppe Ledda
Giuseppe Ledda è ricercatore di Letteratura italiana all’Università di Bologna, dove insegna Letteratura e critica dantesca. Il suo campo di ricerca principale è costituito dagli studi danteschi e medievali. Tra le sue pubblicazioni sono i volumi La guerra della lingua. Ineffabilità, retorica e narrativa nella ‘Commedia’ di Dante, Ravenna, Longo, 2002, e Dante, Bologna, Il Mulino, 2008. Ha curato le sezioni sul Duecento e su Dante nella Letteratura italiana diretta da E. Raimondi, Dalle origini al Cinquecento, Milano, Bruno Mondadori, 2007, e il volume La poesia della natura nella ‘Divina Commedia’, Atti del Convegno internazionale di Studi (Ravenna, 10 novembre 2007), Ravenna, Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali, 2009. È condirettore della rivista dantesca «L’Alighieri».

Al termine della conferenza, presso la basilica di S. Pietro Maggiore,
si svolgerà la consegna degli attestati di partecipazione
alla quarta edizione della Scuola Estiva internazionale in Studi danteschi.

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