Il testo più letto, l’autore più rappresentativo, i versi più illuminati della nostra letteratura nazionale tornano in scena in una veste inedita e accattivante

Non stupisce che a dieci anni dal suo debutto, La Divina Commedia il Musical, diretto da Andrea Ortis, raccolga intorno a sé ancora numerosi appassionati e curiosi, pronti a rivivere le incredibili avventure ultraterrene del poeta fiorentino. E sì, perché è un lavoro ben fatto: la penna è quella di monsignor Frisina, musicista e ideatore dell’opera, le scene sono di Lara Carissimi, visionaria e dirompente, che ha curato anche la produzione del musical.

Il racconto dantesco, inutile ricordarlo, ha già sposato il sentimento epico del viaggio e della scoperta: Dante, eroe dell’ignoto, si immerge negli abissi della perdizione e del peccato, per poi risalire verso la Luce Divina, attraverso un percorso avventuroso e coinvolgente. La versione musical raccoglie l’invito dell’autore ad abbracciare la natura spettacolare delle ambientazioni: le scenografie virtuali, il gioco di cambi a vista, le maestose strutture che dominano la scena e riproducono fedelmente la ridiscesa alle viscere della terra sono l’esatta traduzione dell’impero dantesco.

Come tutte le riscritture, anche questo restyling del testo interviene a un livello puramente esteriore: le scelte registiche contaminate dal gusto contemporaneo non intaccano la struttura dell’opera né la potenza della sua scrittura. Tuttavia l’effetto finale sembra stemperare i toni retorici dell’immaginario dantesco in favore di una mise en scene fantasy, dal sapore frizzante.

L’intrattenimento puro, misto al fascino di una scena maestosa e alla potenza della poesia, sembrano eternare il capolavoro di Dante, regalando uno spettacolo adatto a tutti. Non a caso, dopo la tournée nei teatri, è prevista una serie di rappresentazioni nelle scuole, appositamente pensate per avvicinare il pubblico dei giovanissimi, spesso spaventati dall’inespugnabile fortezza dell’allegoria dantesca.

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