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Simonini, intellettuale e studioso, che come Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Ravenna dal 1988 al 1990 propose e coordinò la nascita della Fondazione Flaminia e il conseguente avvio dei corsi ravennati in Beni Culturali e Scienze Ambientali dell’Università di Bologna, racconta l’incursione del ravennate Pier Damiani nell’opera e nel mondo di Dante.
Pier Damiani, figura molto complessa e poco conosciuta, nato a Ravenna nel 1007 e morto a Faenza (dove riposano le sue reliquie) nel 1072, ha giocato un ruolo capitale per la storia di Ravenna e anche per il Sommo Poeta Dante. Coltissimo ed irriverente, coraggioso e carismatico, questo dottore della Chiesa attraversa i secoli misteriosamente in sordina e finisce quasi nel dimenticatoio per i ravennati, pur essendo stato il massimo scrittore e oratote dell’XI secolo.
Simonini cominciò ad appassionarsi a questa figura 20 anni fa, interrogandosi sul perché Dante avesse scelto proprio lui, tra i tanti santi più famosi, per rivelare il senso ultimo del poema sacro. Molte analogie fra Pier Damiani e Dante dal punto di vista esistenziale: entrambi polemisti, carismatici e in qualche modo in una condizione d’esilio. In accordo anche nella visione politica soprattutto sulla necessità di distinguere l’ambito civile da quello ecclesiastico. Questo spiega il ruolo di spicco di Pier Damiani nella Divina Commedia: sarà proprio lui a svelare a Dante il meccanismo della visione di Dio e a disilluderlo spiegando che il creatore non può essere conosciuto ma solo intuito.


Teatro Rasi, via di Roma, ore 21


INGRESSO LIBERO


Info:
Ravenna Teatro
Via di Roma 39 – 48100 Ravenna
Tel. 0544.36239
info@ravennateatro.com

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