dal 6 al 18 aprile 2010

LO SPETTACOLO

LA DIVINA COMMEDIA, è una produzione NOVA ARS Musica Arte Cultura,
Teatro delle Erbe e Limelite. Opera musicale con musiche di Marco
Frisina e libretto di Gianmario Pagano.

Prestigiosa è la collaborazione del Premio Oscar® Carlo Rambaldi,
che per lo spettacolo ha disegnato le Tre Furie, il Volto di Lucifero e
il Grifone, realizzati da Sergio Stivaletti.

Basata sul poema omonimo di Dante Alighieri, lo spettacolo racconta
il viaggio del Sommo Poeta tra Inferno, Purgatorio e Paradiso alla
ricerca dell’Amore. Un susseguirsi di incontri con personaggi
straordinari in un’indimenticabile e suggestiva cornice di proiezioni e
coreografie.

Dopo aver incantato oltre 400.000 spettatori nella stagione teatrale
2007-2008 e nella stagione estiva 2009, che ha debuttato a Firenze in
Piazza Santa Croce, LA DIVINA COMMEDIA sta continuando il suo
emozionante viaggio nei più bei Teatri d’Italia. Grandioso il successo
nelle prime due tappe di Sulmona e Bari, dove si è registrato il tutto
esaurito negli spettacoli per le scuole.

Nei due atti, le avvolgenti proiezioni fanno da sfondo a musiche
che, partendo dalle sonorità del rock esprimono la drammaticità
dell’Inferno e, attraverso le struggenti melodie del Purgatorio,
giungono al Paradiso, dove arie sinfoniche accompagnano un’esplosione
di colori, luci e coreografie.

LA DIVINA COMMEDIA. Lo spettacolo dalle grandi emozioni.

SYNOPSIS

PRIMO ATTO – Prologo e Inferno

Una fitta selva avvolge e imprigiona un uomo, Dante, che canta il
suo desiderio di andare oltre l’oscurità che lo circonda. Da uno
spiraglio di luce egli intravede l’amata Beatrice e ode la sua voce
che, cantando quell’ “Amore che muove il sole e le stelle” gli infonde
coraggio. In suo aiuto giunge anche Virgilio, l’ammirato poeta latino,
inviato dal Cielo e dalla stessa Beatrice a proporgli un viaggio
assolutamente unico che lo porterà a ritrovare la libertà e l’amore.
Dante accetta e la grande avventura comincia. Dopo aver superato la
Porta dell’Inferno, i due incontrano Caronte, il traghettatore
infernale, che nella sua aria brillante ma dalle dure parole,
preannuncia ai dannati la pena che li attende per aver vissuto senza
aver saputo amare. Dentro la città infernale, Dante incontra nei vari
gironi Francesca, Pier delle Vigne, Ulisse e il conte Ugolino, che in
vita hanno rinnegato o frainteso l’Amore. Francesca canta la storia del
suo grande e sfortunato amore in un’aria passionale e drammatica, Pier
delle Vigne racconta di sé e dell’ingiustizia subita esprimendo il suo
dolore sulle note del rock, Ulisse narra della sua spasmodica sete di
conoscenza, mentre sullo sfondo le anime dei suoi compagni d’avventura,
danzando, mimano il loro viaggio verso le Colonne d’Ercole. Il Poeta
ascolta le loro storie, e duettando con ciascuno di essi partecipa
della loro eterna sofferenza riconoscendosi nelle debolezze che li
hanno condotti in quel luogo terribile. Dante ha infine la più
terribile delle visioni: quella di Lucifero, ma immediatamente dopo il
paesaggio infernale scompare. Nel concertato finale ritroviamo i
dannati incontrati nella prima e terrificante parte del viaggio che
cantano ancora quell’amore che in vita hanno tradito e che ora li
incatena impedendo loro di “riveder le stelle”. Dante, invece, può di
nuovo cantare la speranza di un volo verso la libertà.

SECONDO ATTO – Purgatorio e Paradiso

Dante si trova ora sulla spiaggia dell’Antipurgatorio e canta la
speranza rinnovata e il desiderio di continuare a salire la Montagna,
attraverso i cerchi del Purgatorio, fino ai confini del Cielo. Anche
qui il viaggio è scandito da incontri, come quello con Pia de’ Tolomei.
Nel suo canto non c’è più il dolore che caratterizzava le anime
incontrate nell’Inferno, ma evoca serenità e speranza di felicità senza
fine. Giunto a metà del suo viaggio ultraterreno, Dante si lascia
andare al canto di nostalgia del viaggiatore e dell’esule fin quando
giunge ai piedi della Montagna che tanto aveva desiderato cominciare a
salire. Ma qui giunge per Virgilio il momento di fermarsi: egli non può
più accompagnare Dante che si avvicina al Paradiso. Nel suo struggente
addio, egli lo dichiara ora “libero” e “signore di se stesso”. Giunto
in cima al Monte del Purgatorio, egli si trova ancora in una foresta,
simile alla selva nella quale aveva iniziato il viaggio, ma è una
foresta piena di luce così come, grazie al viaggio compiuto, è diverso
l’uomo Dante. E, finalmente, Beatrice gli va incontro.
Sorprendentemente, ella lo rimprovera accusandolo di aver tradito il
suo amore, ma egli, dopo aver riconosciuto la sua colpa, conclude
insieme all’amata il viaggio. Introducendolo finalmente in Paradiso,
Beatrice in duetto con Dante canta la bellezza dell’Amore. Nei Cieli,
anche Piccarda, Tommaso e Bernardo descrivono il Paradiso e si uniscono
a loro. Successivamente nel “Vergine Madre” Bernardo invita Dante a
guardare negli occhi di Maria per avere la visione dell’Amore assoluto.
La gioia di Dante esplode nel concertato finale, dove ogni personaggio
canta l’ “Amor che move il sole e l’altre stelle”.

Allegati