di Federica Pacini

Sabato 9 aprile al Teatro Bolognini di Pistoia la Smiledance di Federica Pacini inscena l’opera dantesca per il festival di Culturidea

Pubblicato il 15/02/2011 | da Susanna Cafissi

Un tema impegnativo quest’anno per la seconda edizione del Festival della musica e delle arti “Pistoia risuona di solidarietà” quello scelto dalla Smiledance di Federica Pacini, niente di meno che la Divina Commedia di Dante Alighieri rivisitate in musica, danza, coreografie.

L’opera letteraria più letta al mondo, un libro che è secondo solo alla sacra Bibbia ed al Corano come diffusione nel Pianeta, sarà la protagonista dei numeri acrobatici e delle spensieratezze artistiche di tutti i corsi della Smiledance School of dance.
Il sipario si aprirà alle 21.00 di sabato 9 aprile al Teatro Bolognini di via del Presto a Pistoia in uno spettacolo nell’ambito della manifestazione organizzata da Riccardo Fagioli e compagni dell’Associazione Culturidea e fortemente voluto anche dall’Amministrazione Comunale di Pistoia per proseguire il finanziamento del centro didattico/sportivo padre Vittorio Agostini nel Bas Congo, che vedrà sicuramente il tutto esaurito in ordine di posti in sala.
Il Comune di Pistoia, con il forte impegno del vicesindaco Mario Tuci e dei consiglieri Serena Ghelardini, Alice Giampaoli e Stefano Franceschi, ha voluto essere a fianco di Culturidea in questo progetto in quanto si è stabilito un vero rapporto di amicizia tra la città del Micco ed i bambini del grande Paese Africano ove riposano le spoglie mortali del missionario comboniano pistoiese.
Il programma dello show dello Smiledance, terzo momento della maratona benefica del sabato 9 aprile su una manifestazione che si articola in 5 spettacoli tra sabato e domenica, seguirà il canone classico del viaggio dantesco.
La prima stazione di ballo sarà tutta incentrata sul “mezzo del cammin di nostra vita” e quindi su quel momento nel quale dalla riflessione sul senso dell’esistenza l’uomo sceglie consapevolmente il tipo di vita che desidera vivere.
I numeri di ballo conseguenti condurranno lo spettatore proprio nei luoghi dell’Inferno dantesco, nelle atmosfere, sfiorando fino a toccare personaggio come Ciacco, Farinata, Cavalcante Cavalcanti, il Conte Ugolino e quell’Ulisse non omerico che osò sfidare il Dio delle colonne d’Ercole.
Quindi il passaggio al Purgatorio, dove le anime sono beate, ma sentono in sé una mancanza di completezza di Dio, là per incontrare coloro che aspettarono l’ultimo momento dell’esistenza per pentirsi e coloro che ancora attendono in preghiera ed espiazione il ricongiungersi al più alto cielo. Infine ecco che il pubblico del Teatro Verdi giungerà nel Paradiso costellato di stelle, Angeli, Santi e Profeti, là dove Beatrice in tutto lo splendore della divina Grazia fa cadere in estasi la sensibilità poetica del sommo vate che cade svenuto tra il librarsi delle note e corpi danzanti.

(Ufficio Stampa Culturidea)

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