Letture classensi

Le nuove Letture di Dante a Ravenna e a Bologna
Data la grandezza di Dante Alighieri, della sua opera poetica e spirituale, è sempre accesa nel mondo l’attenzione per il Sommo Poeta che si
continua a leggere, indagare, scoprire, conoscere, amare.
Numerose le città italiane dantesche che lo celebrano dedicandogli manifestazioni ed eventi, ovvero corsi di laurea e studi specifici presso
atenei italiani e non solo.
Oltre alle note Firenze, Verona, Roma ed altre, spiccano in Emilia Romagna due città: Ravenna, dove il Nostro morì nella notte tra il 13 e il
14 settembre 1321 e vi è sepolto, e che, ricca di storia e di numerosi tesori d’arte, ora si candida città capitale europea della cultura 2019.E la
dotta Bologna, sede della celebre Università Alma Mater Studiorum e anche del Centro Dantesco, che è un’attività culturale della provincia
bolognese dei Frati Minori conventuali inaugurata a Ravenna alla vigilia del VII centenario della nascita di Dante perché accanto al sepolcro
ci fosse sempre anche un Dante vivo.( www.centrodantesco.it – Tel 0544 33667).
Tra i moltissimi eventi che sulla penisola onorano e ricordano Dante Alighieri, sia su propulsione del Centro Dantesco dei Frati Minori
conventuali di Ravenna diretto da fr.Ivo Laurentini, sia da parte delle istituzioni amministrative e culturali, ci sono quelli della città
romagnola che ora ha in corso le Letture Classensi 2012 intitolate “Dante e la lingua italiana” appena iniziate presso la Sala Muratori
dell’Istituzione Biblioteca Classense, via Baccarini 3.
La prima lettura è stata “Dante, il volgare e il latino” tenuta il 6 ottobre scorso da Mirko Tavoni dell’Università di Pisa, autore del più recente
commento al De vulgari eloquentia.Lo studioso ha illustrato il rapporto fra latino e volgare nell’opera di Dante (perché scrivere nell’una o
nell’altra lingua?) e nel suo pensiero (qual è la diversa natura e storia delle due lingue?).
Le Leclurae Dantis proseguiranno il 27 ottobre, il 10 e 17 novembre, alle ore 17.30.Per inciso, è dal 1921 che nello spazio denominato Sala
Dantesca della Biblioteca Classense si svolge il ciclo annuale delle Letture di Dante (Opera di Dante, Istituzione Biblioteca Classense,
www.classense.ra.it).
Il secondo appuntamento di Letture Classensi 2012 è fissato per sabato 27 ottobre con “Dante e l’idea di lingua italiana” quando Lorenzo
Tomasin dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, autore di un saggio sul concetto di “italiano”, si soffermerà sull’idea di “lingua italiana” che
Dante mette a fuoco, o meglio “inventa”, con straordinario anticipo, in un’epoca nella quale esistevano solo volgari municipali e regionali, A
seguire, sabato 10 novembre “Dante e la lingua della poesia”, con Claudio Giunta dell’Università di Trento: il commentatore delle Rime di
Dante tratterà dei profondi mutamenti strutturali e retorici introdotti da Dante nella lingua della poesia, infine il 17 novembre, Rita Librandi
dell’Università Orientale di Napoli, specialista di “scienza in volgare” nei primi secoli, mostrerà l’impatto della Commedia sulla formazione
del lessico scientifico italiano.
Questo ciclo autunnale è, per certi versi, un passaggio del testimone da parte della rassegna “Ravenna per Dante” appena conclusa.In
occasione del 691° annuale della morte del Sommo Poeta, infatti, le numerose iniziative e approfondimenti del “Settembre Dantesco” (4
settembre – 6 ottobre), hanno inteso sviluppare il tema “Linguaggi e Paesaggi”, nel senso di “indagare la “relazione tra la parola, forgiata in
una nuova lingua fondativa, e la visione, sostanziata di paesaggi di natura e arte”.Ad arricchire il Settembre dantesco, è stato tra gli altri il
Progetto Dante: La Divina Commedia nel Mondo: una rassegna di letture internazionali in tre versioni dei canti della Divina Commedia con
la partecipazione di studiosi e lettori di ogni parte del mondo, in coincidenza con l’anniversario della morte del Poeta.Versioni 2012 tenutesi
presso la Basilica di San Francesco: brasiliano, islandese, lettone.E, ancora, tra numerosi altri appuntamenti del settembre ravennate, quelli
di “Dante 2021”, festival pluriennale nato come progetto comune tra Firenze, città natale di Dante (1265) e Ravenna, sua seconda e ultima
patria (1321), il cui percorso volge lo sguardo alle celebrazioni per il settimo centenario della morte del padre della lingua italiana.
Contestualmente al ciclo delle Letture Classensi, prenderà il via a breve presso il Dipartimento di Italianistica dell’Università di Bologna
Alma Mater Studiorum la seconda parte del 3° ciclo di “Lectura Dantis Bononiensis”.
In programma alla Sala Ulisse, via Zamboni 31, alle ore 16,30 osserverà il seguente calendario: Inferno Canto XXV, Professor Marcello
Ciccuto dell’Università di Pisa (15 ottobre), Inferno Canto XXVI, Cesare Segre,Professore Emerito Università di Pavia (22 ottobre), Inferno
Canto XXVII, Marco Santagata dell’Università di Pisa, Inferno Canto XXVIII, Tiziano Zanato dell’Università di venezia.
Come spiegano gli organizzatori, “la Lectura Dantis – una delle più importanti tradizioni e una delle più importanti istituzioni della critica
letteraria italiana – ha un ruolo tanto scientifico quanto partecipativo, tanto specialistico quanto divulgativo.Consiste nella lettura e
nell’interpretazione dei cento canti della Commedia e inoltre di lezione su altri aspetti e momenti dell’opera dantesca.
Tutti i più importanti studiosi di Dante sono stati coinvolti nelle Lecturae che si sono susseguite nei secoliXIX e XX, organizzate da alcune
delle principali sedi di studio di Dante (Ravenna, Verona, Firenze, Roma, ecc.).Anche Bologna è città dantesca ed è illustrata da alcuni dei
principali commentatori di Dante che insegnano nella sua università e che sono soci della sua Accademia delle scienze.Perciò a partire dal
2009 si tiene a Bologna la prima nuova Lectura Dantis del XXI secolo , promossa dalla collaborazione e dallo sforzo congiunto
dell’accademia delle scienze (classe di Scienze Morali) e del Dipartimento di Italianistica dell’Università di Bologna, è ospitata dall’Accademia
delle Scienze e verrà completata nel 2021, settimo centenario della morte di Dante.Studiosi di Letteratura ma anche di storia e di storia del
pensiero politico, provenienti da tutto il mondo,uniscono rigore scientifico e innovazione interpretativa in chiave multidisciplinare in
un’impresa che si rivolge a tutta la città”.(Informazioni: accademiascienze@libero.it – tel.051 222596).
A sua volta, l’importanza dell’opera divulgativa (oltre che di conservazione di materiali danteschi), compiuta nel tempo dal Centro dantesco
dei Frati Minori conventuali di Ravenna, viene sottolineata anche dalla nascita, nel 2007, della Scuola Estiva Internazionale in Studi
Danteschi, frutto della collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano presso la quale Papa Paolo VI istituì la Cattedra di
studi danteschi.Anche il Pontefice Giovanni Paolo II si espresse sull’anima religiosa di Dante e sul sentimento cristiano del “Nostro”
pronunciando, tra le altre, queste parole al termine di una lettura dantesca a Castel Gandolfo il 31 agosto 1997: “A distanza di quasi sette
secoli l’arte di Dante, evocando sublimi emozioni e supreme certezze, si rivela ancora capace di infondere coraggio e speranza, orientando la
difficile ricerca esistenziale dell’uomo del nostro tempo verso la Verità che non tramonta”.L’anno successivo, il 26 agosto 1998, il Centro
dantesco stipulò una convenzione con la provincia di Ravenna per la valorizzazione della Biblioteca che nel 1999 aderisce all’Associazione dei
Bibliotecari Ecclesiastici Italiani e nell’anno Giubilare (2000) entra a fare parte della rete Bibliotecaria di Romagna del Servizio Bibliotecario
Nazionale.Accanto alla tomba di Dante morto, dunque, il Centro ha curato la raccolta di ogni tipo di testimonianza, oggi vero patrimonio di
tutti.

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