I luoghi danteschi di Firenze. Un percorso multimediale attraverso le tre Cantiche della Divina Commedia

Sabato dantesco alla Basilica di San Miniato Al Monte
Appuntamento al 3 dicembre
03/12/2011 – 15:00
Doppio appuntamento alla Basilica di San Miniato Al Monte, Firenze, sabato 3 Dicembre 2011, ore 15.
I. Lectura Dantis: Hans Honnacker / Marco Romanelli, I luoghi danteschi di Firenze. Un percorso multimediale attraverso le tre Cantiche della Divina Commedia

La conferenza propone un itinerario attraverso la Firenze di Dante ripercorrendo con l’utilizzo di un cd musicale i luoghi del capoluogo toscano e dei suoi dintorni citati nella Divina Commedia. Su una mappa virtuale vengono visualizzati tali luoghi e citate le terzine in cui essi vengono menzionati. I versi danteschi sono successivamente contestualizzati all’interno del poema di Dante e riferiti alla Firenze del Due –Trecento. Il cd è allegato all’antologia della Divina Commedia a cura dei due relatori (Roma, Società Dante Alighieri, 2007).

II. Concerto: Quintetto Polifonico Italiano “Clemente Terni”- Memoria musicale di Dante

Il programma del concerto sviluppa il tema, affascinante e raramente indagato, del retroterra musicale che fece da sfondo alla vita di Dante, il cui eco si riverbera sovente nelle sue opere, sia in citazioni dirette che in influenze ipotizzabili.
Giova ricordare che la poesia medievale era di fatto Musica, non solo perché veniva quasi sempre intonata, ma anche per la natura delle sue strutture formali, fondate sul numerus (“numero delle parti”, scrive Dante nel Convivio) , che era di competenza della Musica come scienza del Quadrivio.

Il progetto esecutivo de La memoria musicale di Dantenasce da uno studio commissionato negli anni ottanta al M° Clemente Terni dalla Società Dantesca Italiana e da cui è scaturita la versione da concerto.
Vi si trovano luoghi cruciali della Commedia e del De Vulgari Eloquentia associati a canti del repertorio liturgico e paraliturgico, ad alcune laude cortonesi, a melodie attinte dal repertorio dei trovatori.

La Memoria musicale di Dante di Clemente Terni si articola in ventuno brani che spaziano dal canto liturgico dell’alto medioevo fino ad alcune laude del Laudario di Cortona. In alcuni casi il riferimento di Dante a musiche determinate è diretto in altri invece è il maestro Clemente Terni che individua la relazione fra il contenuto e la forma della poesia dantesca con le musiche alle quali il poeta avrebbe attinto o fatto più o meno esplicito richiamo, in altri casi ancora le citazioni poetico musicali introdotte da Dante vengono associate a intonazioni coeve, secondo un uso ampiamente documentato dalle fonti.

L’incipit stesso della Commedia sembra tener conto del canto Media vita in morte sumus il cui testo è così riconoscibile nelle prime tre terzine. Ad esempio nella canzone di Casella (Amor che nella mente mi ragiona)è stato invece immaginato che potesse essere intonato su una melodia di Peire Cardenals (trovatore provenzale dell’inizio del sec. XIII). Per quanto riguarda il Padre nostro è ipotizzabile che Terni abbia voluto liberamente «comporre» una salmodia fatta di semplicità formale (il canto si sviluppa su una sola nota) e di grande efficacia declamatoria. Sembra in conclusione che Terni, alla luce della sua grande conoscenza filologica e musicale, abbia da un lato individuato quei riferimenti musicali per amor di studio ma si sia poi abbandonato, da vero artista qual era, ad una «ri-composizione» di un percorso di atmosfere evocative musicali, quasi a dar «immagine sonora» alle diverse ambientazioni dantesche.

QUINTETTO POLIFONICO ITALIANO “CLEMENTE TERNI”
condotto da Guglielmo Visibelli
Lorena Giacomini soprano
Costanza Redini contralto
Gualtiero Spini tenore
Oronzo Parlangèli baritono
Guglielmo Visibelli basso
Il Quintetto Polifonico Italiano “Clemente Terni”viene formato nel 2004 da Guglielmo Visibelli, ed è erede diretto dell’esperienza concertistico vocale del Quintetto Polifonico Italiano fondato dal Maestro negli anni sessanta.
Per un quarantennio il Quintetto Polifonico Italiano, attraverso numerosi avvicendamenti che hanno portato all’attuale formazione, è stato lo strumento ideale e flessibile che ha dato voce a importantissimi studi musicologici, scoperte e riscoperte musicali.
L’attuale formazione è composta da esecutori che intendono proseguirne la particolare modalità esecutiva tesa a evidenziare la qualità del suono insieme alla morbidezza ritmica mai disgiunta dalla flessibilità metrica della parola. La continua ricerca di significativi colori del suono, insieme alla chiarezza e all’incisività dell’enunciazione testuale, vuole essere mezzo evocativo ma soprattutto comunicativo nei riguardi degli ascoltatori.
Fonte: Ufficio Stampa

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