LETTURA DEL CANTO I^ DELLA DIVINA COMMEDIA
Con l’intento di proseguire nella proposta di occasioni formative per adulti, a Provaglio d’Iseo si legge il primo canto della Divina Commedia.
L’evento, organizzato dal Centro territoriale permanente di Sale Marasino e dall’Assessorato alla Cultura del comune è per venerdì 11 maggio alle ore 20.30 nella Chiesa di San Bernardo. A spiegare e recitare il famoso incipit del poema dantesco Gianfranco Serioli, ideatore della manifestazione e docente di lettere presso l’I.C. Einaudi di Sale Marasino si avvarrà della collaborazione dei cantori Davide Dotti, Massimo Minini, Gian Mario Soardi che curerà anche l’accompagnamento musicale. Con l’organistrum e la symphonia verranno eseguiti il Vexilla Regis e l’Omni die.
La voce recitante è di Antonio Burlotti e la parte ritmica è di Cheryl Gerhardt e Madeleine MacDonald.
Il Comune di Provaglio d’Iseo si è incamminato col Divino Poeta attraverso corsi di approfondimento letterario – l’Inferno nel 2006, il Purgatorio nel 2007 e il Paradiso nel 2008 – con l’obiettivo di ripercorrere il viaggio ideale nell’animo umano che Dante Alighieri descrive nel suo poema attraverso personaggi reali e fantastici, assunti ormai a simboli universali di tutta la straordinaria complessità dell’avventura umana.
Gianfranco Serioli ci introdurrà ora nel mondo suggestivo ed affascinante della Divina Commedia vista non soltanto come capolavoro della letteratura mondiale, ma anche come sapiente summa delle conoscenze scientifiche e religiose del tempo.
Il primo canto è forse il più emblematico in questo senso. E’ qui che Dante si trova nel momento di maggiore difficoltà: la presa di coscienza del suo stato e la visione quasi sconsolante del lunghissimo cammino necessario per la salvezza. Ma questo è solo l’inizio: istruito dall’esperienza, guidato dalla ragione e indirizzato dalla grazia Dante terminerà il suo viaggio con la più ineffabile delle visioni: Dio o, come si esprime lo stesso poeta, l’amor che move il sole e l’altre stelle.
La Commedia viene oggi spesso riproposta a scuola quasi esclusivamente come grande opera letteraria, sottolinea il prof. Serioli, minimizzandone la spinta religiosa e schiettamente spirituale, e quindi genuinamente umana, che nella trama della sua inarrivabile poesia viene fittamente tessuta. Ma lo stesso Dante descrive il suo comportamento come “ … poema sacro al quale ha posto mano e cielo e terra”. E’ certamente questa la chiave di lettura di un’opera, che ancora oggi, anzi forse oggi più che mai, è in grado di toccare tutte le corde emozionali di chi la legge.

L’incontro è aperto alla cittadinanza

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