L’INFERNO DANTESCO RAPPRESENTATO CON LA TECNICA PIROGRAFICA
Il 4 luglio inaugurazione della mostra di Simone Naldini ‘Diamo foco all’Inferno’ al Museo Casa di Dante
Caronte

Rileggere la prima cantica della Divina Commedia attraverso ventuno tavole di legno incise a fuoco. E’ ‘Diamo foco all’Inferno’, la prima mostra pirografica che si svolge a Firenze. E quale location migliore del Museo Casa di Dante? È lì che il 4 luglio alle 17,30 sarà inaugurata la mostra di Simone Naldini, che proseguirà fino al 15 settembre. Nella sala video del museo (via Santa Margherita 1) verrà tagliato il nastro alla presenza del presidente del consiglio di Firenze Eugenio Giani e della storica dell’arte Gabriella Gentilini. A fare gli onori di casa, Silvano Fei, presidente dell’Unione Fiorentina-Museo Casa di Dante.

In mostra 21 tavole attraverso le quali viene rivisitata la prima cantica del poema dantesco, illustrata dal maestro Gustave Dorè. Le tavole sono interamente incise con la tecnica pirografica che, come spiega l’artista Simone Naldini, “consente di incidere il legno attraverso l’uso di punte roventi di diverso tipo e di diversa temperatura. Ecco, queste punte producono una varietà di ombreggiature e tratteggi tali da consentire all’artigiano lo sviluppo di immagini”.

I soggetti rappresentati, oltre a regalare un suggestivo cammino attraverso la rappresentazione infernale, offrono anche una diversa gamma di stili incisori. Ognuna delle opere esposte è un pezzo unico arricchito da una cornice ricavata dalla corteccia di faggio per sottolineare ancora di più l’artigianalità delle creazioni.

Ma la mostra è soprattutto un omaggio alle illustrazioni di Dorè. Ecco perché Naldini ha pensato alla “possibilità di inserire ogni singola tavola all’interno di un tomo in legno”. Obiettivo: “Rendere l’opera d’arte fruibile in ambienti e in contesti diversi”, abbinando l’impatto visivo a quello tattile.

“Naldini – afferma Silvano Fei, – ci ha fatto conoscere più da vicino la ricchezza e la grande potenzialità dell’artigianato artistico. Da apprezzare, poi, il suo intento ecologico, che realizza attraverso il riciclaggio dei materiali. Anche di quelli più nobili quali il legno”.

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