Il 5 dicembre inaugurazione alla presenza
dell’autore, del presidente del museo Eugenio Giani e della
professoressa Erminia Zampano

Sauro Sabatini

Emozione e sentimento si fanno colore, dando vita a suggestive
atmosfere immateriali, che sembrano capaci di trasportare l’osservatore
all’interno dell’opera. Si chiama “Le Strisce sensibili e l’Inferno
dantesco” la mostra di Sauro Sabatini che verrà inaugurata il 5 dicembre
alle 18,30 al Museo Casa di Dante alla presenza dell’autore, del
presidente del museo Eugenio Giani e della professoressa Erminia
Zampano.

L’artista pistoiese si presenta attraverso un percorso antologico
ispirato alle ‘strisce sensibili’, elaborazione del linguaggio cromatico
di Mark Rothko, uno dei più importanti pittori dell’espressionismo
astratto. Se il colore rosso è simbolo di dolore e sofferenza, il giallo
esprime una luce di speranza. Undici le opere esposte, di cui solo
alcune hanno un titolo: Striscia Sensibile con Minosse, Striscia
Sensibile con La Porta, Striscia Sensibile con Caronte, Striscia
Sensibile con La Natività nascosta. Le altre si riferiscono alla calca
delle anime dannate e al fluire dinamico in cui si trovano.

“Nella stesura delle figure – spiega Sabatini, – faccio sempre
riferimento alle impressioni suscitate in me dalle letture dell’inferno
dantesco, letto e riletto fin dall’età giovanile, e quindi nella loro
esecuzione sono intrinsecamente connesse con questa poetica e
immaginativa”. E ancora: “Le ‘strisce sensibili’ descrivono il fiume dei
pensieri, del dolore e delle emozioni concatenate presenti nella mente e
nel cuore dell’uomo: un inferno sempre presente anche durante il corso
della vita”.

La mostra sarà visibile fino al 6 marzo.

Laureato in Ingegneria elettronica, Sabatini si è interessato alla
creatività in ambito ingegneristico e al design. Ha esposto a Roma,
Verona, Livorno e Montecarlo. Ed è anche autore di raccolte di poesia.

“Un evento che conclude un anno ricco di appuntamenti ed iniziative
al nostro Museo, che si conferma una realtà culturale di primo piano nel
panorama fiorentino”, dice Tullia Carlino, responsabile coordinamento
museo ed eventi.

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