/Ravenna. Conversazioni dantesche: ‘Tutto l’oro ch’è sotto la luna’. Pensieri su oro, ricchezza e denaro.

Ravenna. Conversazioni dantesche: ‘Tutto l’oro ch’è sotto la luna’. Pensieri su oro, ricchezza e denaro.

15-22 ottobre 2019   |   Ravenna, Biblioteca Classense

Ravenna. Conversazioni dantesche: ‘Tutto l’oro ch’è sotto la luna’. Pensieri su oro, ricchezza e denaro.

Ravenna. Conversazioni dantesche: ‘Tutto l’oro ch’è sotto la luna’. Pensieri su oro, ricchezza e denaro.
Dante e la Divina Commedia.

RAVENNA. L’edizione 2019 delle Conversazioni dantesche, progetto realizzato dal Centro relazioni culturali del comune di Ravenna in collaborazione con il Dipartimento di Beni culturali dell’Università di Bologna, a cura di Sebastiana Nobili e Luigi Canetti, è dedicata ad una riflessione sull’oro, la ricchezza e il denaro e le implicazioni etiche, sociali e simboliche

Dopo il grande apprezzamento per i primi appuntamenti dedicati alla cultura materiale al tempo di Dante e alla persistenza delle suggestioni dantesche sull’oro nel romanzo moderno, martedì 15 ottobre alle 17.30 alla sala Dantesca della Biblioteca Classense (via Baccarini 3) viene proposta una conversazione che entra nel vivo nelle questioni legate alle monete e alla loro circolazione.
Luigi Canetti direttore del Dipartimento di Beni culturali dell’Università di Ravenna incrocia il proprio eclettico ambito di ricerca che dalla storia del Cristianesimo approda alle questioni complesse dell’antropologia, della sociologia e della storia economica, con Lucia Travaini dell’Università di Milano, grande conoscitrice di questioni numismatiche e legate alla circolazione del denaro.
Due studiosi che intrecciano le accurate indagini sulla storia medievale al contesto in cui Dante si è trovato ad elaborare il proprio pensiero politico e sociale. Mezzo di scambio e misura del valore, basterebbero queste due definizioni, solo in apparenza ovvie, di cosa sia il denaro per evocare la straordinaria complessità teorica e la vastità di orizzonti storici e antropologici di questa sua funzione di ‘equivalente generale’.
Il denaro, soprattutto, è stato ed è ancora lo strumento di negoziazioni rituali e simboliche con il mondo invisibile (gli dèi, gli antenati, i santi, e soprattutto il futuro) nutrite dalla sua inquietante relazione con l’universo sacrificale: al punto che il cristianesimo, più di altre religioni, ha istituito il proprio dispositivo salvifico e la propria escatologia sulle metafore creditizie dello scambio e del riscatto dei peccati preparando il terreno alla modernità capitalistica e alla sua inesausta dimensione cultuale.

 

Altro appuntamento: martedì 22 ottobre alle 17.30 alla sala Dantesca della Biblioteca Classense con Stefano Toso e Annalisa Furia.