/Teatro Socjale. In scena gli Equ con “Durante”, rilettura surreale della Divina Commedia

Teatro Socjale. In scena gli Equ con “Durante”, rilettura surreale della Divina Commedia

7 dicembre 2018   |   Piangipane (RA), Teatro Socjale

Il Teatro Socjale di Piangipane ospita venerdì 7 dicembre alle 21 (inizio concerto ore 22) la band romagnola degli EQU, con il progetto “Durante”, commissionato da Ravenna Festival per l’edizione 2018 degli spettacoli “Giovani Artisti per Dante” che si tengono ai Chiostri Francescani di Ravenna, a fianco della Tomba di Dante. Durante è una rilettura surreale della Divina Commedia in tre narrazioni (Inferno, Purgatorio, Paradiso) intercalate da canzoni.

Musica di Vanni Crociani, testo di Gabriele Graziani, Supervisione al testo di Eugenio Baroncelli. Gabriele Graziani voce, Vanni Crociani pianoforte, tastiere e fisarmonica, Fabio Cimatti sassofoni. Giacomo Toschi sassofoni, Andrea Batani trombone, Amedeo Santolini chitarre, Alessandro Padovani contrabbasso, Mirko Berlati batteria.

“Nel bel mezzo di una mattina d’estate, mi sono ritrovato un buco al centro della testa” così si apre il Libretto distruzione che gli EQU hanno preparato per i loro ascoltatori, mettendoli subito di fronte alla serie di giochi di parole con cui il protagonista di questo singolare viaggio nell’Oltremondo conduce la narrazione di un amore sì surreale ma che, qualcuno potrà pensare dopo la fine dello spettacolo, tutti avremmo potuto avere vissuto o essere sul punto di vivere.

Lo sfortunato protagonista, reduce da un amore fallito, si ritrova un buco nella testa e, con un dito, tocca l’interno del proprio cervello. Nel contatto con le sue parti – l’emisfero non verbale e quello analitico, i lobi da cui dipendono funzioni visive e uditive – cambia la struttura del discorso della voce narrante, così anche le parole e le frasi mutano senso e significato. Alla base di questa visione c’è l’idea che in fondo non conosciamo nulla delle alchimie che si sprigionano nel cervello e soprattutto di come si forma la vita umana. Dunque, il viaggio del protagonista si rivela essere un viaggio attraverso l’inconscio, dentro quella parte di noi che si sottrae a ogni conoscibilità tangibile. Diamo per scontata la realtà che acquisiamo con il ragionamento logico, Durante ci invita a lavorare invece sul senso mutevole di ciò che percepiamo: la parola è la vera protagonista di questo viaggio, trasformata in una continua trasgressione delle regole acquisite.

Alla fuoriuscita del dito che tocca il cervello segue immediatamente la formazione di un ematoma: il Purgatorio è il bernoccolo che si genera, è un monte, che non si tocca più dall’interno ma dall’esterno. Il narratore, allora, sposta l’attenzione dall’interiorità al presente, e prova la fatica del respiro e della salita. Con l’aiuto di Leopardi, incontrando i protagonisti di fiabe persi in intrecci sbagliati, un sarto consapevole della relatività delle misure e del fatto che scucire è tanto importante quanto cucire e due figure femminili, Anna, imprigionata nel suo specchio, e la saggia Beatrice, che avverte del baratro che separa la parola dalla consapevolezza, il protagonista riesce ad andare oltre l’ostacolo che lo aveva bloccato, fiducioso che qualcosa accadrà. “Il Paradiso è farsi attraversare” dice appunto Beatrice, indicando a Durante una possibile via d’uscita.

La musica di Vanni Crociani è al servizio della parola, asseconda la rima, l’assonanza, l’omofonia, la disgregazione delle sillabe e gioca con il ritmo della narrazione, sempre più serrato verso la fine, come una sorta di colonna sonora. Se nei lavori precedenti di EQU si era avvalso della capacità dei musicisti di partecipare all’arrangiamento, specialmente in sede di registrazione, in questa occasione Vanni Crociani ha scritto per esteso tutte le parti, pensandole in una situazione “muta”, ma avendo in mente strumentisti ben precisi, con i quali collabora da tempo e di cui conosce lo stile e il contributo personale all’interno del gruppo. Per la prima volta in EQU i musicisti suonano dunque una parte scritta, come se fossero in un’orchestra, con l’eleganza della musica classica, passando da pagine in cui è richiesta grande precisione del suono a situazioni quasi rumoristiche, fino a momenti che sembrano richiamare l’elettronica, sebbene del tutto assente.

Naturalmente cappelletti nell’intervallo, come da tradizione.
Ingresso riservato soci Arci.
Info e prevendita: www.teatrosocjale.it
www.facebook.com/teatrosocjale
Tel. 3276719681