Il Francesco di Dante
Venerdì 16 ottobre 2026, alle ore 21, nella Basilica di San Francesco, nella quale nel 1321 si fecero di funerali di Dante, Il Prof. Giuseppe Ledda, dantista dell’Università di Bologna, leggerà e spiegherà il canto XI del Paradiso. E’ il canto che il Sommo Poeta ha dedicato per intero al Santo che lui definisce “un sole” per l’importanza che ha avuto nella storia della Chiesa. Come non ricordare la prima lettura completa della Commedia fatta nel ciclo di tre anni dal Prof. Vittorio Sermonti all’interno della stessa Basilica? Erano gli anni 1995-1997 ed era la prima esperienza del genere in epoca moderna e i ravennati ed anche i forestieri risposero con entusiasmo riempiendo la chiesa per tutta la durata dei 100 canti.
Nell’ottavo centenario della morte del Poverello di Assisi abbiamo voluto rifarci a quell’esperienza, anche se solo per un canto. Nelle Fonti Francescane, il testo ufficiale che in una versione critica raccoglie tutti i documenti e gli scritti di Francesco e su Francesco , troviamo anche il canto XI del Paradiso.
Quindi, Dante, anche se viene circa un secolo dopo il Santo di Assisi, è considerato dagli studiosi un biografo credibile del Santo. Dante non ha conosciuto Francesco, ma di lui si è fatto un’immagine certamente veritiera, avendo letto e seguito la “Leggenda maior” di S. Bonaventura.
I documenti delle Fonti Francescane ci presentano vari volti di colui che fu definito dai contemporanei “l’alter Christus”. E’ spontaneo, allora, chiederci: “Qual è il volto di Francesco che ci presenta Dante?”.
Il Prof. Giuseppe Ledda, dantista, ci darà una spiegazione dettagliata di questo canto e metterà a fuoco il volto di Francesco delineato da Dante. L’attore bolognese Jacobo Trebbi declamerà il canto e due interventi dell’orchestra della cappella della Basilica di San Francesco renderanno la serata più gradita. L’ingresso è libero.
