/Gregorio Vivaldelli, il biblista innamorato della Divina Commedia

Gregorio Vivaldelli, il biblista innamorato della Divina Commedia

2019-02-02T22:19:58+00:00 2 Febbraio 2019|

 

31/01/2019  «Mi ha sempre attratto la capacità di Dante di divulgare le grandi bellezze della nostra fede», dice lo studioso che, nonostante il successo, non ha perso l’umiltà. «Per fare esperienza della Bontà bisogna conoscere le nostre fragilità»

 

I suoi monologhi sulla Divina Commedia da 7 anni incuriosiscono e poi conquistano un pubblico sempre più ampio ed eterogeneo, ma Gregorio Vivaldelli evita in ogni modo di attribuirsi gli applausi. «È Dante che si rivela buon compagno di viaggio per ognuno di noi, con la sua capacità di parlare alle persone di ogni epoca, anche del nostro tempo», precisa il 51enne biblista trentino appena sceso dal palco. Fa quasi un passo indietro per girare tutti i complimenti degli spettatori al Divin poeta, che ritiene «il vero protagonista, con la sua ispirazione attuale e coinvolgente anche per i giovani di oggi».

Vivaldelli colloca questa proposta, esportata a grande richiesta anche in altre province, dentro un’iniziativa culturale promossa per la Chiesa trentina dalla Biblioteca diocesana (che custodisce fra l’altro una copia antichissima del capolavoro dantesco, ndr) e articolata anche in percorsi didattici frequentati da numerose classi dei trienni delle scuole superiori: «Il professore riesce ad appassionare a Dante i nostri studenti», constata un’insegnante all’uscita.

Docente di Scienze bibliche agli Istituti teologici trentini e apprezzato relatore a livello nazionale, Vivaldelli non ha pretese accademiche o letterarie: «Il mio desiderio è provare a comunicare ciò che di bello, vero e buono ho scoperto esserci nella Divina Commedia e che Dante ha voluto condividere con il lettore: la sorprendente gioia di incontrare il bene dell’intelletto, cioè Dio».

SPIRITO E CULTURA

Sposato con Emanuela e padre di quattro figli, il biblista è riuscito con Dante e attraverso Dante a collaudare un format di riflessione spirituale ed ecclesiale che attinge al patrimonio antico della nostra tradizione letteraria, segnata dalla Bibbia. E lo spettatore, in silenzio, si fa prendere dalla guida di Vivaldelli, novello Virgilio. Risulta altrimenti inspiegabile un gradimento cresciuto esponenzialmente solo con il passaparola: nel dicembre scorso c’erano 800 persone in fila mezz’ora prima a Trento per entrare all’Auditorium Santa Chiara e altre 300 sono dovute tornare a casa, confidando nel secondo appuntamento in programma per il 12 febbraio: «La prossima volta dovremo andare in una struttura ancora più capiente…», hanno ammesso i promotori scusandosi con quanti non hanno potuto seguire il Vival…Dante.

Una serata fuori dal comune, insomma. E se sia meglio definirla una lezione o uno spettacolo, lo chiediamo direttamente a Vivaldelli: «È una condivisione», risponde. «Insieme al pubblico voglio confrontarmi con l’avventura esistenziale di Dante, quel viaggio che prevede la consapevolezza delle proprie fragilità per riuscire a fare esperienza di una Bontà che ci precede».

Non entra nella cerchia specialistica dei dantisti, semmai Vivaldelli vorrebbe allargare la platea dei lettori: «La Commedia è patrimonio dell’umanità, ma soprattutto di umanità − premette nel prologo, prima di “salire e scendere” fra gironi infernali e cieli paradisiaci − perché Dante fa emergere il meglio di ciascuno di noi per metterlo a servizio degli altri. Vuole farci crescere in umanità, per rendere le nostre relazioni più fraterne. Per lui l’eternità è chiave di lettura per la quotidianità e viceversa. Dante parte sempre dalla nostra vita reale, non andrebbe d’accordo con il Grande Fratello Vip!».

ALZARE LO SGUARDO

 

Poche battute, centellinate come i bicchieri d’acqua delle due ore di monologo, accompagnano il viaggio che porta infine «a riveder le stelle». A proposito, Vivaldelli puntualizza come ognuna delle tre cantiche termini con questa parola: «Dante provoca il lettore ad avere il coraggio di alzare lo sguardo per rimanere connessi con i propri desideri profondi e ripartire nella vita, sempre». Come ha scritto papa Francesco nel 2015 in occasione del 750° anniversario della nascita del Sommo Poeta: «Dante è profeta di speranza, annunciatore della possibilità del riscatto, della liberazione, del cambiamento profondo di ogni uomo e donna, di tutta l’umanità».

«La Divina Commedia è la mia passione, la Bibbia la mia vita», precisa: «unire passione e vita genera libertà, diffonde gioia e dona pace. Mi ha sempre affascinato la capacità della Commedia − messa bene in evidenza da Romano Guardini, che molto ha scritto sul suo valore teologico − di divulgare le grandi bellezze della nostra fede. La Commedia propone di accogliere la nostra esistenza come un grande itinerario personale e sociale, nel quale ciascuno di noi − in ogni età della vita − è chiamato a crescere in profondità per contribuire al bene comune».

NONCURANTE DELLA FRENESIA

Prima di tornare nella sua Riva del Garda, Vivaldelli passa davanti alla statua di Dante che veglia sull’omonima piazza centrale a Trento; fra l’altro, il monumento − che il biblista conosce bene anche per i suoi elementi iconografici − a Natale ha dovuto confrontarsi con una grande ruota panoramica dei mercatini natalizi, simbolo forse della frenesia rutilante del mondo di oggi. Ma il Poeta sembrava imperterrito, come se il suo messaggio di speranza potesse arrivare più alto e lontano, forse anche grazie a questa nuova forma di rilettura e di annuncio.

Foto di Gianni Zotta

RADICI CRISTIANE: VIAGGIO ALLE ORIGINI

 

Iniziativa Speciale per i lettori di Credere. Alla riscoperta dei grandi autori che hanno fondato la cultura e la spiritualità cristiana

A pochi mesi dalle elezioni europee, Credere offre ai lettori Radici cristiane, l’esclusiva collana di libri sulle grandi figure che hanno fondato la cultura cristiana e l’eredità spirituale dell’Europa. Un’opera in 12 uscite per scoprire la vita, il pensiero e gli scritti degli autori fondamentali che hanno fatto la storia del pensiero cristiano e quindi del nostro patrimonio culturale. Dalla monografia su Agostino d’Ippona −  il più influente pensatore cristiano del primo millennio − a quella su Ambrogio − patrono della città di Milano − passando per Francesco e Chiara − patroni d’Italia −, ogni volume propone una cronologia della vita, un’introduzione al pensiero e all’opera dell’autore. E ancora, pagine scelte dei testi, frasi celebri e una nota bibliografica con indicazioni utili per ulteriori approfondimenti. A conti fatti, un’opera di alto valore culturale per i lettori di Credere a un prezzo decisamente conveniente: il costo dei volumi è infatti di 5,90 euro più il prezzo del settimanale. Dopo la prima uscita (Agostino d’Ippona, 24 gennaio, Credere numero 4/2019), questa settimana la collana propone la figura di Dante Alighieri, il Sommo poeta vissuto a cavallo fra il Duecento e il Trecento (1265-1321) e autore di quel capolavoro letterario che è la Divina Commedia (composta fra il 1306 e il 1321). Proprio per stendere le tre cantiche − Inferno, Purgatorio e Paradiso − che compongono l’opera, Dante s’ispirò alla Bibbia, di cui troviamo infatti moltissimi richiami.

I volumi della collana Radici cristiane saranno allegati a Credere fino all’11 aprile: sarà possibile acquistarli in edicola e in parrocchia. Nelle prossime settimane le uscite seguiranno la programmazione che riportiamo di seguito:

31 gennaio – Dante Alighieri

7 febbraio – Tommaso d’Aquino

14 febbraio – Francesco e Chiara d’Assisi

21 febbraio – Benedetto da Norcia

28 febbraio – Anselmo d’Aosta

7 marzo – Ambrogio

14 marzo – Bernardo di Chiaravalle

21 marzo – Cirillo e Metodio

28 marzo – Abelardo

4 aprile – Caterina da Siena

11 aprile – Antonio e i padri del deserto