Louis Marcello La Favia

“A legger Dante ci si può lasciare prendere da un solo incanto, perché molte sono, nell’intera costruzione del suo poema, le prospettive che incantano: ogni facciata di lettura ci può distogliere dall’intendimento finale. I soggetti che ci presenta sono i più elevati della mente umana, perché i più radicalmente essenziali e i più toccanti dell’animo: l’origine, il divenire, il fine delle cose; il dolore, il male, la verità, il senso della vita, dellamorte, della storia; Dio, l’uomo, ecc. E’ coinvolto l’intero agire umano in sua radice di scelta libera ed individuale; calato da un livello di semplice intellegiblità e di ardita intellettualità”.

“Dante celebrva l’essere più sublime dell’universo concepibile: l’uomo. Ha copncretizzato l’unica essenza che ha coscienza di sé: l’essere umano nel riflesso di se stesso e del cosmo…. l’uomo in se stesso considerato – anche nella sua quuotidianità.

E, dell’uomo, quel che conosceva più ineccepibilmente: se stesso”. (Dalla “premessa”)

Louis Marcello La Favia, Dante Soteriologia e poesia (Par. VII), Giustizia e amore,

Ravenna, Centro Dantesco, 2011

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